india-produzione-bio-combustibile15.04.2011 L’ASSOCHAM (Associated Chambers of Commerce and Industry of India) ha sollecitato il Governo ad incoraggiare l’uso di carburanti alternativi come l’etanolo cellulosico, in modo da ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio.

L’India importa il 70% del suo fabbisogno di greggio e in un’economia emergente, con forti tassi di crescita, la domanda continua a crescere del 5% l’anno.

L’etanolo cellulosico è un bio combustibile ricavato dal legno, dalle graminacee e dalle parti non commestibili delle piante, quindi, con l’indubbio vantaggio, di ricavarsi da una grande quantità di piante.

Mentre l’India produce soltanto 91,7 milioni di galloni di etanolo in un anno (1 gallone USA = 3,7854 litri) utilizzando canna da zucchero, gli Stati Uniti producono 10.600 milioni di galloni di etanolo dal mais, con una quota mondiale di oltre il 53%, mentre il Brasile arriva a produrre 6.578 milioni di galloni di etanolo dalla canna da zucchero.

L’associazione degli imprenditori indiani chiede, da un lato, di incentivare gli agricoltori nella produzione di queste coltivazioni per aumentare la produzione di etanolo, dall’altro, di favorire la creazione di impianti di trasformazione per il bio carburante, avviando concrete collaborazioni con paesi come il Canada che hanno fatto grandi passi avanti nella tecnologia cellulosica.

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